Storia

Anticamente il colle veniva chiamato Querquetulano in quanto ricoperto da boschi di querce, e solo successivamente assunse il nome attuale, in onore di Celio Vibenna, condottiero etrusco che secondo la tradizione avrebbe aiutato Servio Tullio, il futuro sesto Re di Roma, nella conquista del colle.

Nel VI secolo a.C. Servio Tullio fece costruire la prima cinta muraria di Roma (della quale oggi non rimane quasi più traccia), nella quale, nell’area del Celio, si aprivano le Porte: Celimontana corrispondente all’attuale Arco di Dolabella (da cui partiva l’antica Via Celimontana che seguendo il percorso delle attuali Via S. Stefano Rotondo, Via D. Fontana e Via Statilia raggiungeva l’attuale Porta Maggiore), Querquetulana (punto di partenza dell’antica Via Tuscolana corrispondente all’attuale Via dei SS. Quattro) e Capena, che segnava l’inizio della Via Appia.

Il colle era diviso in tre parti: il Coelius (dove attualmente si trova la Basilica dei Ss. Giovanni e Paolo), il Coeliolus (la propaggine del colle dove si trova la chiesa dei Ss. Quattro Coronati) e la Succusa (fra Coelius e Coeliolus) ed era alimentato da numerosi acquedotti. Fu occupato da ville patrizie, templi (del Divo Claudio, di Ercole Vincitore, di Minerva Capta), edifici pubblici ("Macellum Magnum") ed edifici con funzioni ausiliarie ai giochi che si svolgevano nel Colosseo: i "Ludi" (caserme dei gladiatori, di cui tra Via Labicana e Via S. Giovanni in Laterano è possibile vedere il "Ludus Magnus"), il "Saniarium" (ospedale) e lo "Spoliarium" (obitorio).

Con la costruzione delle Mura Aureliane, alla fine del III secolo d.C., il colle venne completamente incluso all’interno della cinta muraria cittadina.

Con la fine dell’Impero Romano d’Occidente (476 d.C.) ebbe luogo uno spopolamento progressivo del colle che continuò nel corso del Medioevo e del Rinascimento facendogli assumere un aspetto quasi rurale. L’unica area che mantenne un aspetto "urbano" fu quella lungo Via S. Giovanni in Laterano, che veniva percorsa dai cortei papali diretti verso la Basilica di S. Giovanni.

Intorno al 1600, l’attività urbanistica riprese, anche se limitata alla costruzione di ville quali l’attuale Villa Celimontana e Villa Casali (poi distrutta per far posto all’Ospedale Militare), il resto rimase occupato da vigne e appezzamenti agricoli.

Questa situazione rimase invariata fino alla seconda metà dell’800, quando il colle fu oggetto di espansione urbanistica, favorita dalla disponibilità di aree edificabili vicine al centro città. Fu così che l’aspetto del rione venne via via modificato: attraverso la costruzione dell’Ospedale Militare e di palazzi da adibire ad abitazione, fino ad assumere l’aspetto urbanistico che conosciamo.